Chi sono

Mi piacciono gli elefanti, questa è una delle cose fondamentali da sapere su di me. Mi chiamo Roberta Gurrieri e sono nata a Ragusa nel 1991. Amo le parole, amo usarle per riuscire a comunicare qualcosa e amo quando la gente abbina il mio nome a qualcosa che ho scritto. Sono laureata in Discipline della comunicazione con una tesi su Pippo Fava, giornalista, scrittore e drammaturgo siciliano ammazzato dalla mafia nell’84. Ho collaborato con alcune testate giornalistiche e oggi sono una copywriter.

L’estate del 2015 ho scelto di trascorrerla in un orfanotrofio della regione di Mwanza, in Tanzania, in un piccolo villaggio nascosto nella savana. L’Africa mi ha sconvolto la vita e se oggi sono quella che sono, sicuramente, lo devo anche a questa incredibile esperienza di volontariato.

Da ottobre 2015, per un anno, ho svolto il Servizio Civile all’interno di uno SPRAR, un centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati finalizzato all’integrazione sociale ed economica delle migliaia di persone che ogni giorni arrivano sulle nostre coste, persone che fuggono dai loro paesi affrontando un percorso migratorio spesso efferato e disumano e che giungono da noi inconsapevoli di arrivare in un’Italia che purtroppo non è ancora del tutto pronta ad accoglierli.

TdC18122015_CopiaPerché dunque (As)Salto al Confine? Cosa vuol dire? La domanda io la rigiro a voi: cos’è per voi un confine?

Un confine fisico-geografico di una nazione, la staccionata che divide casa nostra da quella del vicino, i confini che creiamo intorno a noi stessi per tenere fuori gli altri. E quando qualcuno prova a oltrepassarli? O per usare un altro termine, ad “assaltarli?”.

Ma quando invece a sollevare barriere siamo noi?

A volte la vita ci mette davanti a delle scelte, le esperienze vissute plasmano la nostra personalità e capita quasi inconsapevolmente di mettere mura tra noi e il resto del mondo, come a dire “Questo è un limite, nessuno è autorizzato a superarlo finché non lo decido io”.

Ma poi, diciamoci la verità, un bel giorno arriva qualcuno che tenta quell’assalto di cui parlavamo prima e allora ti tocca rivalutare tutto: sei abbastanza forte per tenere alzate le tue barriere o alla fine ti arrenderai e consentirai a qualcuno di andare oltre? Anche se fa paura rimanere allo scoperto, senza difese protettive.

I confini peggiori però, permettetemelo, sono quelli della mente: pregiudizi, stereotipi, preconcetti e convenzioni sono il nostro modo di tenere fuori qualsiasi cosa che per ignoranza e paura ci rifiutiamo di avvicinare. L’incontro con qualcuno o qualcosa ai nostri occhi “troppo distante”, “troppo diverso” diventa per noi incontemplabile. Scegliamo di restare arroccati sulle nostri convinzioni e difficilmente cambiamo idea.

E allora l’invito che voglio fare a chiunque si trovi a passare per questo blog è quello di scegliere in modo diverso: non permettete a nessuno di assaltarvi, ma siate voi i primi a saltare, ad andare al di là di quei confini, reali e non.

Anche quando leggerete qualcosa di mio, fra queste pagine virtuali, fatelo con la mente svuotata da ogni preconcetto. Non è facile, ma non è neanche impossibile: è anzi un’opportunità che date a voi stessi e agli altri di scoprire e scoprirvi. Dopotutto se ci pensate bene, i confini non esistono, finché non siamo noi a crearli.