ASD Eugenio Criscione Lupis, nasce a Ragusa una squadra composta da richiedenti asilo

È stata presentata stamattina, nella sede del CAS ospitato nei locali dell’Assap OO.PP. Riunite “Eugenio Criscione Lupis” una squadra di calcio composta da richiedenti asilo.
Un progetto d’integrazione e solidarietà che vede coinvolti ventidue ragazzi provenienti da Gambia, Mali, Nigeria, Togo e Senegal che da sabato prossimo scenderanno in campo per giocare il campionato di Terza Categoria.

“La straordinarietà di questa iniziativa – spiega la dott.ssa Gianna Micieli,  presidente dell’Opera Pia di Ragusa – sta nel fatto che con lo sport, questi ragazzi, riescono a lasciarsi alle spalle gli orrori dai quali sono fuggiti. Speriamo che anche altre associazioni prendano a modello il progetto per fare in modo che quanti più ragazzi possano vivere quest’esperienza”.

La ASD Eugenio Criscione Lupis è un progetto sostenuto anche dal Prefetto Maria Carmela Librizzi che, impegnata in un altro evento istituzionale, ha inviato una nota facendo sentire la vicinanza delle Istituzioni alle associazioni e alle cooperative coinvolte, ovvero l’Arc en ciel, la Sorgente Onluse la Medintegra Onlus.

Alla presentazione hanno partecipato anche il delegato della Lega Nazionale Dilettanti Claudio La Mattina, Alberto Gulino per la Figc e un rappresentante dell’Associazione italiana arbitri: “Siamo convintiha detto quest’ultimo – che con i ragazzi non ci saranno problemi, sarà tutto all’insegna del fair play e per qualsiasi necessità, per delle spiegazioni o dei chiarimenti siamo disposti a incontrare i giocatori ogni volta che lo vorranno”.

Una bellissima iniziativa dunque che vede coinvolti anche altri due ragazzi del centro di accoglienza che al calcio hanno invece preferito un altro sport. Anche il Padua Rugby infatti ha accolto nella sua famiglia due giovani richiedenti asilo: “Yunus e Demba – ha detto Francesco Schininà, vicepresidente della società – si sono inseriti perfettamente nella dimensione della vita quotidiana della squadra e tutto quello che poteva all’inizio sembrare un ostacolo, come ad esempio la lingua, è stato facilmente superato proprio grazie all’attività sportiva”.

Il  messaggio che dunque Luca Burruano, presidente della neonata squadra e mente pensante dell’iniziativa, vuole lanciare è che l’integrazione passa anche per lo sport: l’attività fisica, il gioco di squadra, gli allenamenti, il rispetto del regolamento sono tutti elementi che possono aiutare i ragazzi a integrarsi, a imparare la nostra lingua, a conoscere altre persone al di fuori dei centri che li accolgono e a sperare di vivere una vita migliore proprio qui, nel nostro territorio.

Articolo comparso il 21/11/2016 su Ragusa Corriere Quotidiano

Rispondi