Finale con pioggia, ma Ibla Buskers si riconferma uno dei festival più amati

Qualcuno stava per gridare al miracolo, la 22esima edizione di Ibla Buskers per tre giorni è stata risparmiata dalla pioggia, ma proprio all’ultimo, quando tantissima gente si era raccolta a Cava Velardo per assistere al galà dei saluti, ecco arrivare un temporale che ha costretto gli organizzatori ad annullare l’ultimo atteso appuntamento.

Nonostante questo, la festa degli artisti di strada di quest’anno verrà senz’altro ricordata per i grandi numeri, in tutti i sensi: acrobati, giullari, giocolieri, musicisti e ballerini hanno regalato infatti spettacolari esibizioni alle migliaia di persone che sono arrivate da ogni parte della Sicilia e d’Italia per  trascorrere il fine settimana nel borgo ibleo. Moltissimi anche i turisti stranieri che hanno potuto godere dell’inusuale ma suggestivo binomio buskers/barocco.

L’associazione culturale Edrisi come sempre ha saputo valorizzare slarghi, vicoli e scalinate di Ragusa Ibla  pianificando le esibizioni non solo nelle più conosciute Piazza Duomo, Piazza Pola, Piazza G.B. Odierna, ma anche in luoghi caratteristici e poco conosciuti come Discesa Mocarda, Discesa San Leonardo e l’Antica Filanda Donnafugata, la grande novità di quest’anno.

La 22esima edizione della festa degli artisti di strada non è stata però solo giocoleria e acrobazie: tra le performance ce ne era una in particolare che ha spiccato sicuramente per la sua particolarità e per il suo significato. Oltre infatti a valorizzare antichi angoli dimenticati, con la collaborazione della restauratrice Susanna Stampanoni, si è pensato anche di portare alla luce un gioiello dell’arte nascosto in un angolo di via Giusti, una delle stradine che collega piazza della Repubblica a Largo San Paolo. Qui infatti si trova una fiuredda, ovvero un’edicola votiva della Madonna del Rosario.

“Sono stata chiamata per eseguire una prima ripulitura dell’opera ma – ci spiega domenica pomeriggio la dott.ssa Stampanoni pochi minuti prima di iniziare il suo lavoro – è importante capire che questo non è un restauro, sarebbe infatti impossibile farne uno in tre giorni. In questa prima fase infatti il mio compito è quello di ripulirla dalla sporcizia e dai detriti che nel tempo si sono sedimentati e che hanno cambiato l’aspetto dell’opera. C’erano addirittura numerosi nidi d’ape che adesso sono stati rimossi, è solo l’inizio certo, ma per me è motivo di grande soddisfazione”.

La fiuredda risale al XVIII secolo ed è fra le più complesse e curate della zona: la restauratrice ci spiega che purtroppo lo stato di conservazione è pessimo, uno dei due angeli ad esempio ha bisogno di un lavoro meticoloso per essere riportato al suo originale splendore: “Nonostante questo – conclude l’esperta – il lavoro che sono stata chiamata a svolgere per Ibla Buskers servirà da avvio affinché, una volta ripulita la fiuredda, possano essere eseguite appropriati interventi di restauro”.

Insomma, una vera  e propria dichiarazione d’amore per l’arte in ogni sua forma è quella che gli organizzatori della manifestazione hanno voluto mettere in pratica anche quest’anno: spirito condiviso senz’altro dalla gente che ha riempito le strade e le piazze di Ragusa Ibla per assistere alle esibizioni dei bravissimi artisti di strada giunti da ogni parte del mondo per mostrare i loro straordinari talenti.

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Foto di Gianni Licitra e Roberta Gurrieri – Tutti i diritti riservati ©

Articolo comparso il 10/10/2016 su Ragusa Corriere Quotidiano

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