Prima pregate per voi stessi, poi per Nizza e l’Occidente tutto

Pregate per Nizza, pregate per Parigi e per tutta la gente che muore perché, qualcuno dice, si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma quello non è il posto sbagliato, quello non è il momento sbagliato. È un posto scelto tra altri da un folle che decide di farsi esplodere, di sparare a caso, di guidare un camion con l’obiettivo di uccidere. Ad oggi, ogni giorno, ogni momento, ogni luogo può essere quello sbagliato e pare che, nonostante gli sforzi, non ci sia modo di prevederlo.

La rabbia è comprensibile, è inaccettabile pensare che ieri l’ultima immagine vista da molti bambini successiva a dei fuochi d’artificio sia quella di un tir che corre a tutta velocità. É atroce, ingiusto, sbagliato, malato. L’ISIS, il terrorismo, la Jihad, le crociate, la guerra santa, le bombe sante, l’intifada, la primavera araba, il fondamentalismo islamico, gli immigrati. Che ci odiano e che vengono qui per seminare morte, panico e paura.

E non solo: si permettono pure di spacciare in piazza San Giovanni a Ragusa. Bastardi negri non meglio identificati, ma negri. Ma i Tunisini sono negri? Non poi così tanto, su’ cciù bianculidi effettivamente, però sono africani. Ah però, la foto di Mussolini ci sta sempre. Ah però, se ci fosse ancora lui. Ah però, nel frattempo cambio l’immagine del profilo con “Pray for Nice”. M’avia scurdatu. Ma state ancora pregando? Perfetto.

Quando finirete di pregare per Parigi, per Nizza, per la Francia  e per qualsiasi cosa vogliate pregare concedetevi un secondo di tempo per pregare anche per voi stessi: pregate affinché il vostro dio vi conceda la fortuna di non dover mai andare via, pregate affinché non siate mai costretti a fuggire dal vostro paese, per qualsiasi motivazione. Pregate di non incontrare gente che vi accomuni alla gente di merda italiana, che ce n’è tanta, a fiumi. Pregate che non vi fermino per strada urlandovi “Tornatene a casa tua!” solo perché con la gente di merda hai in comune il colore della pelle o la religione. Pregate di non incontrare gente che guardandovi pensa “Quando li riaprono i campi di concentramento?”.

Il mondo è fatto di persone, tantissime persone. Talmente tante che le differenze sono inevitabili e inevitabilmente ci dividono, a volte in modo profondo e insanabile. Il mondo è fatto di persone e per onestà intellettuale mi risulta difficile spiegarmi come possa essere solo la rabbia a farvi avere delle reazioni che, a mio parere, non sono affatto impulsive. Non sono frutto della vostra rabbia, sono frutto della vostra ignoranza. Perché poi siete gli stessi che v’incazzate come le bestie con quelle altre interessantissime menti che vi danno dei mafiosi solo perché siete siciliani.

Quindi non siete razzisti, siete ignoranti. Ignoranti e incoerenti. E il fatto che pure voi possiate condividere le vostre idee su un social network è quello che mi rende democraticamente libera di scegliere di smettere di leggere qualsiasi cosa provenga dai vostri profili, perché io e voi non abbiamo niente in comune e mai potremo averlo. Neanche se ci sedessimo a bere un caffè insieme per confrontarci su opinioni tanto differenti, così, per arricchirsi. Non ci sarebbe arricchimento. Il mondo è fatto di persone e a persone che ragionano in una certa maniera io sento di non avere nulla da dire.

E non ci scassate le balle con l’eccessiva tolleranza per gli immigrati o il permesso di soggiorno a tutti i costi, il perbenismo e con “Siamo a questo punto perché li facciamo restare”. Il mio mondo ideale è fatto di persone: persone  nere di merda e persone bianche di merda, cristiani conservatori di merda e musulmani fondamentalisti  di merda, comunisti di merda  e fascisti di merda  che vivono tutti insieme finché non si scannano tra di loro e lasciano vivere in pace le altre persone, tutte le altre persone che escono la sera per andare a vedere un concerto e per andare a guardare i fuochi d’artificio.

Pregherò per me stessa, a partire da adesso.

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